Come se la cavano le istituzioni pubbliche online?

Sono giornate di tensione politica e profondo cambio ed è per questo che vogliamo farci eco di un nuovo studio attualissimo oggi, portato a termine da Numeroassistenza.it, nel quale si analizza la presenza online di 22 istituzioni pubbliche italiane.

Come se la cavano le istituzioni pubbliche con il digitale? Riescono a offrire ai cittadini una presenza 2.0 all’altezza delle aspettative di una società in continua evoluzione in internet?

Secondo questo studio, realizzato a maggio 2018 ed effettuato su 22 istituzioni (Consiglio Nazionale Forense, Antitrust, Corte dei conti, Consiglio Superiore della Magistratura, Presidenza della Repubblica, Corte costituzionale, Parlamento italiano, Governo italiano, Sito della giustizia amministrativa (T.A.R. e Cons. di Stato), Corte di cassazione, Aranagenzia.it, Ministero della Giustizia, Rapporti con il Parlamento, Affari regionali, Coesione territoriale e Mezzogiorno, Affari Esteri e Cooperazione Internazionale, Interno, Istruzione, Università e Ricerca, Difesa, Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare, Senato, Camera dei deputati) alcuni aspetti sono all’altezza delle aspettative, mentre per altri siamo ancora molto lontani dal raggiungere la sufficienza. Ma vediamo il dettaglio!

Ecco i dettagli dell’analisi online delle istituzioni pubbliche

La rete sociale più usata è sorprendentemente Twitter. Facebook passa in secondo piano e lascia spazio al cinguettio di Twitter e ai video di Youtube. Entrambe le piattaforme sono le più gettonate, a quanto pare perché offrono la possibilità di informare e comunicare ai cittadini le novità e le attività promosse da ogni istituzione.

Sebbene per le reti sociali si veda chiaramente una gestione corretta, in altri campi siamo ancora molto lontani dal raggiungere la sufficienza. Quali sono questi settori?

SEO, adattamento mobile e Page speed mostrano che c’è ancora parecchio da lavorare per portare le webpage delle istituzioni al top nel mondo digitale. Basti pensare che per la SEO solo 6 portali raggiungono la sufficienza e 12 website non sono adattate a mobile quindi in entrambi i casi il voto finale è ancora insufficiente.

Per maggiori informazioni sullo studio portato a termine puoi cliccare qui e osservare il dettaglio sui campi in cui le istituzioni pubbliche possono ancora migliorare.